E’ davvero sconfortante ascoltare o leggere un notiziario, adesso che la prima notizia non è lo stato della pandemia nel nostro Paese: quello che ci raccontano è umiliante; per me e per tutti coloro che sono orgogliosi di essere uomini, pure perché di sti tempi, fossimo nati animali non so se ci sarebbe andata meglio….  Avvilente perché l’orologio non si è fermato a febbraio 2020, ma in certi casi è fermo al 1200 e per altri…boh, pare che la campanella non sia ancora suonata e son tutti lì a fare la ricreazione mentre i professori hanno ricominciato a spiegare. Giovani vite spezzate perché decise a scegliersi il compagno o perché non si è capita subito la gravità dei sintomi; ragazzi bullizzati perché grassi o con caratteristiche fisiche non comuni; esseri umani variamente discriminati: dal colore della pelle alle scelte sessuali, al credo politico. Eh che cosa!Tutti a manifestare il massimo sconcerto, un pugno nello stomaco, per la liberazione di Brusca, anche i firmatari della legge sui pentiti, anche coloro i quali la conoscevano e conoscono benissimo e non hanno mai pensato di modificarla; fa tappa a Taranto il Sailgp con catamarani bellissimi, sul web impazzano foto di Taranto ed il suo mare, non l’inquinamento della città e tutte le relative menate (giustissime, per carità), ma proprio Lei, bellissima più che mai e le frecce tricolore e la gente emozionata che riprende col telefonino ed in calce leggo commenti di cittadini arrabbiati per i soldi spesi o per i disagi al traffico. Ma quando mai ci sono stati negli ultimi 40 anni i catamarani a Taranto? Mò ci dobbiamo lamentare dei soldi spesi? E quando la buonanima della sindaca Di Bello spese migliaia (o forse milioni) di € per i giochi d’acqua che dovevano essere identici a quelli di Ginevra, rotti dopo due giorni e mai più utilizzati? Allora nessuno disse niente. E pure io che oggi sento il bisogno di lamentarmi di chi si lamenta sempre, diamoci tutti un taglio! Usciamo dalle nostre case, infiliamo la mascherina, il gel in tasca ed andiamo a caccia di sorrisi, di gentilezza da distribuire e facciamo cose buone! Qualche giorno fa si è festeggiata la giornata mondiale dell’ambiente: non c’è bisogno di arrivare a quella del 2022 per raccogliere una mascherina gettata a terra o buttare l’olio esausto nell’apposito contenitore. I nostri nonni tenuti lontano dai nipoti per paura di contagiarli, portiamoli dai nostri figli, ormai sono stati vaccinati. Noi siamo i veri artefici del nostro destino ed allora muoviamoci, scegliamo, iniziamo, andiamo! Possiamo cambiare molte cose che non ci piacciono, possiamo noi diventare qualcosa che ci piace, ma che soprattutto, piace e funziona per noi e per noi con gli altri; abbiamo passato troppo tempo a compiangerci da un lato ed a distruggere dall’altro: adesso è il momento di sovvertire quest’ordine. Anche in nome di 126.000 persone che non ci sono più morte per il Covid e per come il Covid ha messo a nudo la realtà sanitaria italiana. La realtà ambientale italiana. La realtà regionale italiana. E’ inutile progettare qualunque tipo di futuro se non riusciamo a fare ammenda di cosa eravamo (e purtroppo continuiamo ad essere) a febbraio 2020: la chiave di volta sta in come vogliamo essere a febbraio 2022 o meglio, l’8 giugno 2021. In bocca al lupo, io sono con voi!

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